Martedì, 21 Ottobre 2014
Istituto Comprensivo Follo

chi c'è in chat

Ultime dal Forum

Re:Compiti
lolaexporne 21.10.2014 21:00
Re:Compiti
lolaexporne 21.10.2014 11:07
Re:Compiti
lolaexporne 21.10.2014 3:02
Re:Compiti
lolaexporne 20.10.2014 6:41
Re:Compiti
lolaexporne 19.10.2014 23:35
More...
La teoria evoluzionistica di Darwin PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 404
ScarsoOttimo 
Scritto da Alberto Lanzoni   
Sabato 14 Febbraio 2009 19:27
LA TEORIA EVOLUZIONISTICA DI DARWIN: LA SELEZIONE NATURALE

Dal 1831 al 1836 un giovane scienziato inglese, Charles Darwin, compì un lungo viaggio come naturalista di bordo sulla nave britannica Beagle. Nel corso di quegli anni Darwin raccolse un’enorme mole di osservazioni e di dati sulla vegetazione e la fauna dei Paesi visitati; particolarmente importanti si rivelarono le ricerche effettuate nell’arcipelago delle Galapagos.
Tornato in patria, Darwin dedicò più di venti anni a riordinare e interpretare i dati raccolti e a confrontarli con quelli provenienti da altre fonti. Il frutto di questo lavoro è il volume dal titolo L’origine della specie per mezzo della selezione naturale, pub-blicato nel 1859.
La teoria dell’evoluzione presentata nel libro di Darwin ha prodotto una rivoluzione in campo biologico di importanza pari a quella causata dalla teoria copernicana in a-stronomia. Per millenni l’uomo aveva pensato che la Terra fosse al centro dell’Universo: Copernico le tolse questa posizione privilegiata, dimostrando che la Terra ruota intorno al Sole.
Le idee di Darwin furono all’origine di un analogo capovolgimento in campo biolo-gico. Secondo la sua teoria l’uomo non è, come fino ad allora si era ritenuto, il centro del mondo vivente e gli animali e le piante non sono stati creati per appagare i suoi bi sogni; l’uomo è solamente il risultato finale di un lungo cammino evolutivo iniziato con la comparsa della vita sulla Terra.
Possiamo riassumere la teoria di Darwin nei punti che seguono.

1. Gli individui di una stessa specie non sono perfettamente identici: essi posseggono una grande variabilità di caratteri, che sono in parte ereditari, cioè possono essere tra-smessi alla prole.
Notiamo che Darwin, pur considerando fondamentale nella sua teoria la variabilità dei caratteri, non sapeva come questa si originava. Oggi essa viene attribuita alle mu-tazioni casuali del patrimonio genetico e al «rimescolamento» dei caratteri dei geni-tori che ha luogo attraverso la riproduzione sessuale.

2. In ogni generazione il numero dei numero di nati è di gran lunga superiore a quello degli individui che riescono a raggiungere l’età adulta e a riprodursi
Ciò è dovuto a una dura lotta per la sopravvivenza: ogni essere vivente deve com-petere con gli altri per il cibo e il territorio, sfuggire ai predatori e superare le avversi-tà climatiche e le malattie.
Si attua così una riduzione drastica del numero dei viventi, che altrimenti riempireb-bero ogni angolo del Pianeta.
3. Nella lotta per la sopravvivenza sono avvantaggiati gli individui che posseggono casualmente caratteristiche più adatte all’ambiente, mentre quelli che sono meno ca-paci a sfruttare le risorse dell’ambiente sono destinati a soccombere senza lasciare di-scendenza
Questo processo viene chiamato da Darwin selezione naturale. In altre parole, la se-lezione naturale favorisce la sopravvivenza dei più adatti.
Le caratteristiche vantaggiose di questi individui sono trasmesse ai loro discendenti, che quindi sopravvivono e si riproducono trasmettendole a loro volta.
Al contrario, individui con caratteristiche svantaggiose non vivono a lungo, generan-do perciò discendenti sempre meno numerosi e sempre più deboli. Quindi tali caratte-ristiche vengono a mano a mano eliminate. In questo modo l’evoluzione procede e ogni specie raggiunge un perfetto adattamento al proprio ambiente, in quanto con-serva solo le caratteristiche adatte all’ambiente stesso.
Quando le variazioni casuali del patrimonio genetico (chiamate oggi dai biologi mu-tazioni) sono positive, forniscono cioè un vantaggio nella lotta per la vita, sono pre-miate dalla selezione naturale con la sopravvivenza e la riproduzione degli individui che ne sono portatori.
4. Con il passare delle generazioni le mutazioni possono accumularsi: alla fine la spe-cie originaria subisce un cambiamento tale da poter essere considerata una nuova specie.
Questo è uno dei principali modi con cui avviene l’origine di una nuova specie (spe-ciazione).
Un altro importante meccanismo fa sì che da una stessa specie si originino due (o più) specie diverse.
Supponiamo che una popolazione di una data specie, a causa del crearsi di barriere naturali (catene montuose, corsi d’acqua, tratti di mare), si divida in due popolazioni isolate, che non possono incrociarsi fra loro. Se queste vengono a trovarsi in condi-zioni ambientali differenti, imboccheranno due distinti cammini evolutivi, dando in-fine origine a due nuove specie.
In sintesi:
L’isolamento di due popolazioni di una stessa specie provoca l’origine di due nuove specie